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Bene collettivo, il mio punto di vista

Updated: Feb 23


Durante i miei scout fotografici è capitato di ritornare diverse volte in luoghi visitati precedentemente, ritrovando scenari completamente diversi. A tal proposito nel 2020 ho scritto un articolo che potrai leggere cliccando qui.

Ciò che però ho imparato osservando l'evolversi del paesaggio attraverso il mirino della mia macchina fotografica è che diversamente da noi esseri umani i cambiamenti in natura avvengono per un determinato scopo: rendere immortale il paesaggio attraverso la collaborazione di ogni singolo elemento del bosco.


Io non fotografo principalmente per documentare la natura (anche se indirettamente questo accade), per me la la fotografia di paesaggio è una forma d'arte, quindi espressione sentimentale dell'autore, a maggior ragione dedico il mio tempo nella ricerca dei dettagli e ad riordinare il caos; mi affascina il modo in cui tutti gli elementi di un paesaggio diventino indispensabili gli uni per gli altri. Il pioppo, come anche la betulla ed altre piante che incontriamo spesso in natura, è un albero pioniere ed in quanto tale colonizza le radure preparando il terreno al bosco che verrà.

Quando un albero muore, attraverso le radici o tramite fitte reti di filamenti dette "ife" (che formano l'apparato vegetativo dei funghi, indispensabile per il bosco), riceve linfa vitale per diversi anni dagli alberi vicini. Esempi simili nelle mie passeggiate, prestando attenzione, sono visibili ed emozionano e stupiscono sempre.


Grazie alla loro intelligenza e astuzia le piante e gli animali che popolano il paesaggio da milioni di anni sopravvivono attreverso una stretta collaborazione e collettività innata.



Purtroppo, diversamente che in natura, a decidere la sopravvivenza di noi esseri umani sono poche persone, molto spesso le stesse che manipolano a proprio piacimento il mercato economico, avvalendosi di un aiuto politico e intraprendendo legami con tutto ciò che genera interessi sul proprio conto.

Ogni scelta presa apparentemente per risolvere i problemi in cui ci ritroviamo (mi viene in mente la tutela dell'ambiente, sanità, cultura etc) è prettamente servile ed incentrata a saziare la propria fame di potere e di denaro a discapito del popolo e della collettività aumentando il divario tra ricchi e poveri, creando discriminazioni sociali, ed allo stesso tempo indottrinandoci di consumismo; beni superflui spacciati per essenziali, simboli pseudo buonisti nascondono strategie marketing colossali (Green economy?) .


In un mondo oramai soffocato dal capitalismo fallimentare di cui mi sento vittima ed allo stesso tempo carnefice contribuendo ad alimentarne il motore, nella natura trovo riparo dalle sofferenze e dai disagi, oltre che grandi insegnamenti di vita. Il bosco è il mio rifugio.



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